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Città

La prima presenza ebraica documentata a Urbino risale agli inizi del Trecento. Il gruppo che negli anni si stabilì in città ebbe sotto i Montefeltro numerosi diritti e privilegi comuni alla popolazione cristiana. Deteneva l’esclusiva del prestito e fu dedito al commercio, alle manifatture e alla medicina. Nella seconda metà del Quattrocento, con la nascita dei Monti di Pietà, non mancarono le predicazioni religiose antiebraiche che molta influenza avevano sul popolo. Ne è testimonianza la predella intitolata Miracolo dell’ostia profanata (Paolo Uccello, 1467-1468, Galleria Nazionale delle Marche), che rievoca un antico racconto antisemita collocato a Parigi nel 1290. La pressione della Chiesa indusse anche i duchi Della Rovere, succeduti ai Montefeltro nel 1508, a emanare bandi restrittivi, spesso tuttavia disattesi nella pratica. La morte del duca Francesco Maria II senza eredi legittimi (1631) e la conseguente annessione del ducato allo Stato Pontificio compromise definitivamente la condizione degli ebrei. Nel 1633 fu imposto il ghetto, come a Pesaro e Senigallia. Qui dovettero confluire anche gli ebrei di otto centri minori circostanti. Fu scelto un caseggiato presso la porta Valbona, fra via Stretta e via delle Stallacce. Due portoni, chiusi dall’esterno nelle ore notturne, serravano le estremità di via delle Stallacce; un terzo era all’inizio di via Stretta, dove tuttora ha sede la sinagoga. Sempre in via Stretta si concentravano gli altri principali servizi: nella casa al n. 27, fatta costruire in luogo di una piazzetta preesistente, si trovava il miqveh; all’11 il pozzo; al 15 il macello kasher.

La segregazione ebbe di fatto termine con l’invasione napoleonica (1797). Con la restaurazione il papa aveva disposto il ripristino dei portoni ma l’autorità locale riuscì a procrastinare sino al 1826, quando molti ebrei si erano ormai trasferiti in case esterne all’area, dove rimasero. La parità giuridica giunse con l’annessione al Regno di Italia nel 1860. Il piccolo gruppo rimasto dopo gli anni bui del ghetto si inserì da subito nella vita cittadina, ricoprendo incarichi pubblici e contribuendo generosamente al finanziamento di istituiti e attività benefiche.


Via Stretta / via delle Stallacce / via Sotto le Stallacce