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Sono documentate a Padova almeno sette aree di sepoltura utilizzate nei secoli dalla comunità ebraica. Il cimitero di via Wiel è verosimilmente il terzo in ordine cronologico: fu aperto nel 1527 dopo la devastazione del campo precedentemente in uso presso il bastione della Gatta (zona via Codalunga), di cui oggi non rimane alcuna traccia.

Il campo, utilizzato fino a inizio Settecento, aveva in origine dimensioni più modeste ed occupava unicamente l’area opposta dall’attuale ingresso; su via Campagnola è tuttora distinguibile il vecchio passaggio nel muro di cinta, oggi tamponato. Il terreno fu successivamente ampliato nel 1653 per iniziativa del rabbino Salomone Marini, sino a raggiungere l’attuale via Wiel.

Possiede lapidi sobrie e spesso corrose dal tempo. Fra le più antiche, si trova la tomba del rabbino Meir Katzenellenbogen (Praga 1482 – Padova 1565). Noto anche con l’appellativo di MaHaRam, ricoprì la cattedra rabbinica di Padova ma ebbe un ruolo di primo livello per tutte le Comunità della regione. La sua tomba sorge accanto a quella del figlio Samuel, che fu attivo soprattutto a Venezia. Entrambe le lapidi recano scolpita l’immagine di un gatto, emblema della famiglia.

Altri cimiteri ebraici – attualmente non visitabili – si trovano nella stessa zona; fu certamente per questo motivo che un tratto dell’attuale via Campagnola era un tempo denominato Contrada di Borgo Zodio.


Via Isidoro Wiel, 24 (angolo via Domenico Campagnola)

Visite guidate su prenotazione a cura del Museo della Padova Ebraica